Cinema/Libri

Canova, Zalone e la commedia all’italiana

La travolgente affermazione ai botteghini del film Quo Vado?, interpretato dal comico Checco Zalone e diretto dal regista Gennaro Nunziante, ha spinto molti a interrogarsi sulle ragioni di questo sorprendente fenomeno, sebbene la coppia Nunziante-Zalone avesse già fatto registrare un clamoroso exploit con il terzo film Sole a catinelle, che era diventato nel 2013 quello che all’epoca era il film italiano di maggior successo in assoluto, con un pubblico di 8 milioni di spettatori. L’ha fatto anche il critico e docente universitario Gianni Canova, che ha dedicato all’argomento un libro appena pubblicato dall’editore Sagoma: Quo chi? Di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco Zalone.
Va considerato però che, oltre a Nunziante, si sono imposti negli ultimi anni anche altri registi: Paolo Genovese, Luca Miniero, Fausto Brizzi, Massimiliano Bruno, Edoardo Leo. Qualcuno ha anche parlato della nascita di una nuova commedia all’italiana. Una commedia che può ancora crescere e sperimentare nuove strade, ma che nei suoi risultati migliori dimostra di essere già riuscita ad allontanarsi da quei modelli alti che caratterizzavano i film, ad esempio, di Dino Risi o Mario Monicelli.
Zalone può piacere a molti perché comunica attraverso una personalità non particolarmente caratterizzata e si presenta sempre come buono e disponibile. Inoltre, mette alla berlina soltanto degli stereotipi molto noti e considerati negativamente nella società: l’impiegato pubblico che non ha voglia di lavorare, i costumi tipici delle varie culture (gli italiani “mammoni” e i popoli del Nord efficienti e civili), ecc.
Ma il comico pugliese, come ha sostenuto Canova, ha successo anche perché tende ad annullare quella superiorità che i comici cercano solitamente di assumere nei confronti dei loro interlocutori. È cioè democratico, perché mette tutti sullo stesso piano. Il che comporta che sia estremamente lontano da quella comicità di tipo ironico che ha preso vita nella cultura anglosassone e si è poi diffusa in tutto il mondo. Quella comicità cioè che è basata sull’allusione, sulla sorpresa e sulle gag visive, ma che costringe il destinatario a un lavoro di completamento con la propria cultura e la propria esperienza, che porta a un elevato livello di partecipazione e coinvolgimento mentale.

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