Arte/Pubblicità

Quale pubblicità sociale? Imparare da Bansky

Sono numerosi gli ostacoli per chi intende comunicare nell’attuale situazione “ipercomunicativa” della cultura sociale, che si caratterizza per un’elevata quantità di messaggi in circolazione, spesso direttamente concorrenti. Che fare dunque per riuscire a trasmettere in maniera efficace dei messaggi sociali? Cioè dei messaggi che stimolino le persone ad agire per il bene comune? Innanzitutto, occorre utilizzare dei linguaggi in grado di colpire perché originali e piacevoli, anche per farsi perdonare quell’intrusione che i messaggi pubblicitari praticano comunque sempre all’interno della vita quotidiana degli individui. Inoltre, è necessario comunicare attraverso un approccio di comunicazione integrata. Cioè basato sull’impiego complementare e coordinato di più strumenti comunicativi.
Tra tali strumenti ci sono sempre più spesso anche quelli del cosiddetto «marketing non-convenzionale» (marketing tribale, guerrilla marketing, ecc.). Strumenti adatti alla comunicazione sociale anche perché economici, ma che non possono rappresentare il perno centrale della strategia di comunicazione. Sono infatti deboli dal punto di vista dell’efficacia, perché solitamente legati ad una specifica situazione o ad un particolare evento. Dunque, non sono in grado di costruire quella relazione duratura con gli individui che è considerata indispensabile per chi vuole comunicare dei valori e dei modelli di comportamento moralmente auspicabili.
Si può comunque ritenere che le forme di comunicazione non convenzionale saranno in grado di rappresentare in futuro uno strumento particolarmente significativo per la comunicazione sociale. Tali forme guardano spesso a quelle che sono le creazioni “nate nella strada”, cioè frutto dell’invenzione di giovani irregolari e spesso anche schierati conto il sistema capitalistico, e dunque non è paradossale che i pubblicitari prendano spesso come modello quello che ha fatto in Inghilterra un graffitista originale come Bansky, il cui stile si caratterizza per la sua originalità e la sua capacità di sfruttare ironicamente tutti gli spazi urbani, inducendo il passante a riflettere. Non sono cioè dei graffiti di tipo tradizionale, ma spesso si configurano come veri e propri messaggi pubblicitari di tipo sociale. Ci sono, ad esempio, dei tipici bobby inglesi che si baciano sulla bocca o dei poliziotti vestiti in tenuta antisommossa che al posto del volto hanno una disorientante faccia da cartone animato con un largo sorriso. D’altronde, Bansky è convinto di riuscire a rendere con il suo lavoro il mondo un luogo dall’aspetto migliore. Quello che dovrebbero fare anche tutti gli altri messaggi di pubblicità sociale.

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