Web

Surrogati di presenza

L’antropologo Franco La Cecla sostiene nel recente volume “Surrogati di presenza. Media e vita quotidiana” (pubblicato da Bébert Edizioni) la tesi che tutti i media si caratterizzano per la capacità di produrre delle imitazioni della realtà. Producono cioè quelli che La Cecla chiama «surrogati di presenza». Ciò deriva dalla loro possibilità di funzionare come degli strumenti attraverso i quali è possibile trasmettere la propria presenza, ma soprattutto è possibile sperimentare la presenza degli altri. Dunque, l’impressione che le persone hanno è che i media consentano loro di poter sperimentare la realtà, mentre, come sostiene La Cecla, possono soltanto fruire di surrogati della realtà. E i surrogati sono caratterizzati dalla capacità di sostituire la realtà, ma anche di allontanare inevitabilmente da essa.
Si pensi agli smartphone, nei quali la presenza altrui non è soltanto evocata attraverso i flussi delle comunicazioni, ma è anche fisicamente presente, attraverso forme simboliche che rimandano a determinate relazioni sociali, come i nominativi di persone con i relativi numeri, gli sms che sono stati scambiati, le fotografie di persone e di eventi vissuti, ecc. Insomma, con questo strumento di comunicazione ci si porta in tasca il mondo degli affetti e delle relazioni che contano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...