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Big data e conoscenza del consumatore

L’enorme quantità di dati e informazioni di cui le imprese operanti sul Web possono attualmente disporre consente a tali imprese di avere un quadro effettivamente accurato dei gusti personali dei singoli consumatori? Questo è quello che esse propongono di solito alle altre imprese, ma registrare i comportamenti passati permette soltanto di creare un’accurata fotografia di tutto quello che è già avvenuto. È discutibile che tale fotografia possa rappresentare una precisa anticipazione di quello che potrà succedere in futuro. Inoltre, essa non ha nulla che vedere con quello che passa effettivamente per la testa delle persone nel momento in cui effettuano le loro scelte. Solamente una precisa conoscenza di questo consentirebbe di fare delle previsioni su quello che potrebbe accadere in seguito, cioè sulle decisioni che gli individui potrebbero effettivamente prendere. Il che non può certamente essere ottenuto ammassando semplicemente delle enormi quantità di dati e cercando di stabilire delle relazioni tra loro. È necessario, semmai, fare ricorso ai vecchi, ma consolidati e affidabili, metodi di analisi che le diverse scienze sociali hanno creato e messo a punto nella loro lunga tradizione di ricerca sul campo.

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