Pubblicità

La pubblicità deve far piangere?

“Sadvertising” è un’efficace espressione giornalistica. Unisce infatti la parole “sad”, ovvero triste, con “advertising”, cioè pubblicità. La rivista L’Espresso del 29 maggio ci informa che si tratta di una nuova tendenza della pubblicità, basata sulla malinconia e sulla commozione. Insomma, la pubblicità dovrebbe far piangere i consumatori e se riuscisse a ottenere questo risultato sarebbe anche in grado di far vendere alle aziende i loro prodotti. A supporto di questa tesi ci sarebbero studi effettuati nell’ambito delle neuroscienze
Tale tesi è però sorprendente. Sì è sempre pensato infatti che la pubblicità dovesse essere soprattutto allegra e divertente. Il futurista Depero scriveva che “L’arte della pubblicità è un’arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi… arte gioconda – spavalda – esilarante – ottimista”. E sia Francesco Alberoni che Roland Barthes hanno sostenuto in passato che la componente fondamentale del linguaggio pubblicitario è l’euforia. Inoltre, l’esperienza del consumatore medio non può che concordare con tali autorevoli opinioni. Nel 99% dei casi i messaggi pubblicitari fanno ricorso a comicità e divertimento. I manager italiani sono tutti dei pazzi?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...