Pubblicità

Una nuova tecnica pubblicitaria

Il cosiddetto “native advertising” è una tecnica diventata recentemente di moda e che mescola contenuti e annunci pubblicitari all’interno di un determinato contesto editoriale presente nel Web. Lo scopo naturalmente è di mascherare l’annuncio pubblicitario come se fosse un  articolo giornalistico, in modo da non interrompere la fruizione del contenuto che l’utente sta guardando e massimizzando la sua percentuale di click. Ne sono un esempio i promoted posts di Facebook e i promoted tweets di Twitter.

Non si tratta di qualcosa di realmente nuovo. Il native advertising è infatti per molti versi simile al classico “pubbliredazione” presente da sempre sui giornali e i periodici. E ovviamente ne condivide gli stessi problemi etici, in quanto non consente all’utente di distinguere all’interno del mezzo tra i contenuti giornalistici e quelli pubblicitari. Ma presenta anche dei problemi dal punto di vista dell’efficacia pubblicitaria: qualsiasi atto umano presenta infatti delle componenti razionali e non razionali. Ma come possono essere presenti le prime se il messaggio che viene trasmesso non si presenta con chiarezza?

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